Next Generation EU, De Toma ne ha parlato al Consiglio Regionale Giovani

Si è tenuto oggi 16 marzo 2021 in modalità telematica, sulla piattaforma del Consiglio Regionale una seduta del Consiglio Regionale dei Giovani allargata anche alle associazioni sul tema: 

“Il momento dell’Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione, dedicate al Piano di ripresa per l’Europa e al Next Generation EU”

In breve il mio intervento:

Next Generation EU 

Quando si parla di sviluppo sostenibile non si vuole solo intendere quello ecologico meglio conosciuto come difesa dell’ambiente, ma anche della società e della economia. Quanto sta accadendo negli ultimi dodici mesi nel mondo, trova attuazione nell’Agenda 2030 che vede nella Next Generation EU il suo prossimo step.

Next Generation EU non si riferisce etimologicamente  alla “nuova generazione” che si affaccia, ma a far si che l’attuale generazione a mezzo della resilienza si trasformi in una generazione del futuro. Quindi una trasformazione dell’attuale società. Sta finendo l’epoca del consumismo, le risorse non sono infinite e non sono per tutti. La Globalizzazione è stata l’ultima opportunità. La società torna a polarizzarsi severamente. 

Nel merito ed in breve di seguito quanto previsto dalla Commissione Europea:

Next Generation Eu è uno strumento per il rilancio per una nuova economia Ue dal tonfo del Covid-19, incorporato in un bilancio settennale 2021-2027 del valore di circa 1.800 miliardi di euro (i 750 di Next Generation più gli oltre 1000 miliardi a budget). Il provvedimento è noto anche come Recovery fund, dicitura ereditata dal progetto embrionale di un «fondo per la ripresa» e, oggi, frutto della sovrapposizione che si tende a creare con l’architrave del pacchetto: il Recovery e resiliency facility, il Dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza, cardine di NextGeneration Eu con la sua dotazione di 672,5 miliardi di euro spartiti fra 360 miliardi di prestiti e 312,5 miliardi di sovvenzioni.

I restanti 75,5 miliardi, sul pacchetto finale di 750, sono distribuiti fra React Eu (47,5 miliardi), Orizzonte Europa (5 miliardi), Fondo InvestEu (5,6 miliardi), Sviluppo rurale (7,5 miliardi), il fondo per la transizione giusta (10,5 miliardi) e RescEu (1,5 miliardi). La novità più dirompente è che l’intera somma di 750 miliardi di euro verrà raccolta sui mercati con l’emissione di debito comune, garantito in solido da tutti i paesi della Ue.

Oggi tutte le regioni italiane devo dare il loro apporto di idee sull’applicazione della Next Generation Eu in attuazione Recovery e resiliency facility.

Ed è proprio quello che abbiamo fatto quest’oggi, sottolineando le necessità inderogabili sul tema della difesa del lavoro, del rilancio delle politiche abitative nonché di quelle giovanili.

Alberto De Toma

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