Consuntivo delle attività Caritas anno 2020. Il punto sulla distribuzione degli alimenti

Tanti sono i servizi erogati  dalla Caritas presso il “Centro Cappuccini” in Via prof. Mauro Terlizzi: Centro di Ascolto, RecuperiAmoci, Emporio eco-solidale, Sartoria sociale “Storie e Stoffe”, Servizio Docce, Sportello di volontariato legale-sociale, Falegnameria recupero mobili, Distribuzione alimenti.  Ciò è possibile grazie alle competenze ed alla disponibilità di tanti volontari.

Ma non tutte le attività sono state regolarmente funzionanti nei mesi di lockdown nel 2020, a causa dei rischi derivanti dalla pandemia ancora in atto e delle restrizioni governative.

L’annus horribilis ha provocato un pesante impatto sul benessere e sulla vita delle persone, ed ha favorito anche la nascita di nuove forme di povertà: in Italia l’incidenza dei “nuovi poveri” è passata dal 31% del 2019 al 45% del 2020 e questi stessi dati sono stati riscontrati anche a Bisceglie. Quasi la metà di chi si è rivolto alla rete Caritas non lo aveva mai fatto in passato.

In nessuna parrocchia lo sportello Caritas ha mai chiuso i battenti; nessuno, tra quanti si sono affacciati allo sportello, è andato via a mani vuote. I volontari si sono avvicendati, hanno indossato mascherine e guanti protettivi, hanno adottato tutte le misure di prevenzione necessarie, hanno evitato assembramenti predisponendo orari differenziati per l’accesso ai servizi, anche se questo comportava un aggravio di lavoro per loro.

La Caritas cittadina ai Cappuccini e le Caritas parrocchiali sono rimaste uno dei riferimenti territoriali saldi a cui è stato possibile rivolgersi per ricevere l’aiuto di cui si aveva bisogno, per essere orientati rispetto alle risposte che il Governo, da una parte, e le amministrazioni locali, dall’altra, stavano predisponendo. “Esserci” nei giorni di lockdown è servito a contenere i timori e il senso di pericolo, ha rappresentato una fonte di rassicurazione e, in alcuni casi, di speranza.

In questo articolo ci soffermeremo sulla distribuzione degli alimenti.

La Caritas cittadina e le Caritas parrocchiali e l’Istituto delle suore di San Vincenzo ricevono la principale fonte di alimenti secchi e a lunga conservazione (pasta, riso, biscotti, formaggi, olio, carne in scatola, legumi, omogeneizzati, farina, latte, Tonno ecc.) dal Banco delle Opere di Carità, che ha un suo magazzino a Bitonto sin dal 2013. Il rifornimento avviene attraverso l’AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) che usufruisce delle derrate alimentari destinate agli indigenti dalla FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti). Ogni Ente contribuisce con un contributo autonomo alle spese di gestione del Banco di Bitonto.

Le Caritas parrocchiali, da qualche anno, si sono coordinate e non si recano più a Bitonto in modo autonomo. Mensilmente un camion si reca ai magazzini del Banco Opere di Carità di Bitonto e ritira un quantitativo di derrate che poi viene distribuito alle singole parrocchie. Ogni parrocchia ha un registro in cui sono elencate le famiglie e i loro componenti, di cui attraverso l’ISEE e non solo, si conosce la reale situazione economica: le derrate ricevute sono proporzionali al numero di utenti che si ha in carico. Tutti gli utenti sono registrati su una piattaforma digitale condivisa, anche per evitare il “girovagare” tra i diversi enti.

Dall’anno scorso l’Azienda Agricola di Vincenzo Patruno collabora con la Caritas: il signor Patruno accompagna col suo camion i volontari a Bitonto a ritirare i quantitativi (circa 14/15 pedane di merce) che vengono scaricati nella Centrale Ortofrutticola di Bisceglie e lì nel giro di due giorni le singole parrocchie possano ritirare quanto è a loro destinato.

E’ un servizio prezioso per i volontari che non devono scaricare e caricare manualmente: nella Centrale ortofrutticola ci sono gli spazi per cui i volontari possono passare in orari differenti e minuziosamente programmati a ritirare la quantità di merce per le singole parrocchie proprio per maggiore sicurezza per la loro salute.

Dai dati della Caritas, ricaviamo che il Banco delle Opere di Carità ha fornito cibo per quasi 87 tonnellate di cui 9 tonnellate di frutta fresca distribuiti nel 2020 a 1870 utenti che, con l’aggravio della disoccupazione dovuta alla pandemia, sono diventati 2328 all’inizio del 2021.

Analizzando nello specifico i dati delle singole parrocchie, possiamo avere a grandi linee una conoscenza dei bisogni primari relativa ai diversi quartieri della città:

  • Parrocchia S. Pietro: 8324 Kg
  • Parrocchia S. Maria della Misericordia: 6.041 Kg
  • Parrocchia S. Matteo e S. Nicolò: 8.399 Kg
  • Parrocchia di S. Lorenzo: 8.163 Kg
  • Parrocchia di S. Agostino: 6.911 Kg
  • Parrocchia di S. Silvestro: 5422 Kg
  • Parrocchia S. Caterina: 5.843 Kg
  • Istituto S. Vincenzo de’Paoli coadiuvato dalle volontarie Vincenziane, serve persone provenienti soprattutto dal Centro Storico e persone gravemente disabili: 5592 Kg
  • Parrocchia S. Maria di Passavia: 4054 Kg
  • Parrocchia S. Maria di Costantinopoli: 3887 Kg
  • Parrocchia di S. Vincenzo de Paoli: 3415 Kg
  • Parrocchia di sant’Adoeno: 1.100 Kg
  • Centro Caritas Cappuccini: 11.000 Kg

Trattazione a parte faremo per la distribuzione quotidiana del “fresco” che avviene tramite il progetto “RecuperiAmoci”: sono numerosi gli esercizi commerciali, bar, pizzerie e ristoranti, fruttivendoli che riforniscono la cella e i frigoriferi del servizio giornaliero che incontra mediamente 60 famiglie.

A questi dati sono da aggiungere tutti i viveri raccolti dalle parrocchie. Inoltre, non dobbiamo dimenticare le oltre 35 tonnellate raccolte o acquistate durante il lockdown grazie alle donazioni di aziende e privati.

Quando, in un’ottica di sussidiarietà, la solidarietà diventa rete e condivisione, ognuno nel suo ruolo e nel suo “piccolo”, INSIEME, come fratelli della grande famiglia umana si posso fare grandi cose.

 

 

 

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