55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, la lettera di Mons. D’Ascenzo

Di seguito, la lettera alla comunità ecclesiale diocesana di S.E. Mons. Leonardo D’Ascenzo,  Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie,  in occasione della 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali

Carissimi,

domenica 16 maggio 2021, settima di Pasqua, la Chiesa celebra la Solennità dell’Ascensione. In essa è altresì collocata la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, strettamente legata al messaggio del Santo Padre Francesco, dal titolo «“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono».

In quel Vangelo, l’apostolo Filippo rivolgendosi a Natanaele , quest’ultimo probabilmente affascinato dalla pedicazione di Gesù nell’intento di volerlo conoscere, disse appunto «Vieni e vedi».

Un invito semplice, chiaro, significativo, ma anche fondamento per costruire relazioni e incontri autenticamente umani, vitali, belli, gioioso e, comunque, veri!

Quanto è stato meditato su quelle parole, quanto spiritualità è stata da esse ispirata! E, nondimeno, quanto esse rispecchiano ed esprimono l’identità dell’attività di coloro che operano nel vasto mondo delle comunicazioni sociali!

Ecco perché il primo pensiero che mi attraversa è quello dell’invito alla lettura diretta del messaggio di Papa Francesco, nel quale viene ripresa l’immagine delle “scarpe” del giornalista “consumate” perché alla ricerca  continua della «verità delle cose e della vita concreta delle persone», contro un’informazione costruita nelle redazioni o allestita con il copia e incolla.

Sono tanti gli operatori della comunicazione – di cui il papa fa un elenco secondo il ruolo ricoperto: giornalisti, cineoperatori, montatori, registi –  animati dallo stile “dell’andare verso”, affrontando rischi e pericoli.

Di qui il suo grazie a loro! A cui unisco il mio! Nel territorio diocesano sono tante le realtà che operano in questo mondo e spesso incontro le donne e gli uomini che vi lavorano: li vedo attenti, solerti, andare verso, per tutto l’arco della giornata! Tra l’altro sensibili alla  comunità ecclesiale diocesana, disponibili a raccontarne le esperienze più rilevanti e significative. Grazie veramente a voi, carissimi amici operatori nel mondo della comunicazione sociale!

Il vostro lavoro è prezioso! Papa Francesco, con uno sguardo aperto all’intero  umanità,  ne spiega il perché: «Dobbiamo dire grazie al coraggio e all’impegno di tanti professionisti se oggi conosciamo, ad esempio, la condizione difficile delle minoranze perseguitate in varie parti del modo; se molti soprusi e ingiustizie contro i poveri e contro il creato sono stati denunciati; se tante guerre dimenticate sono state raccontate. Sarebbe una perdita non solo per l’informazione, ma per tutta la società e per la democrazia se queste voci venissero meno. Un impoverimento per la nostra umanità».

Ma c’è ancora tanto tanto da raccontare! «Numerose realtà del pianeta– avverte il Papa nel documento – , ancor più in questo tempo di pandemia, rivolgono al mondo della comunicazione l’invito a “venire e vedere”».

L’auspicio è che venga data la parola a chi tuttora attende qualcuno a cui poterla porgere!

Significativo e non da sottovalutare il riferimento del Santo Padre  alla comunicazione nella sua verità più profonda, cha vale anche per chi non è operatore in questo ambito: «Nella comunicazione nulla può mai completamente sostituire il vedere di persona. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti , solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti». E ciò sull’esempio del Maestro: «La forte attrattiva di Gesù su chi lo incontrava dipendeva dalla verità della sua predicazione, ma l’efficacia di ciò che diceva era inscindibile dal suo sguardo, dai suoi atteggiamenti e persino dai suoi silenzi».

Carissimi, nel volgere al termine queste mie riflessioni, illuminati dalla parola di Papa Francesco, cerchiamo sempre la vera comunicazione contro la «eloquenza vuota». Cerchiamola anche con la preghiera elevata al Signore, come suo dono. Oggi, come ieri, abbiamo bisogno di prossimità: «La buona novella del Vangelo  – è sempre il Papa a ricordarlo – si è diffusa nel mondo grazie a incontri da persona a persona, da cuore a cuore»!

Su tutti la mia benedizione!

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