Affido internazionale, storia (a lieto fine) della piccola Emily a Bisceglie

Anche nell’esercizio di una professione che spesso si snoda su documenti e carte bollate, si possono vivere storie di grande umanità. Come quella che riguarda la piccola Emily e dei suoi zii residenti a Bisceglie, assistiti dall’avv. Pietro Casella. Nel racconto del legale che riceviamo e pubblichiamo di seguito, la vicenda di affido internazionale conclusasi positivamente. 

Se la memoria, data l’età, regge ancora bene, credo fosse stato il Prof. Calamandrei a dire che fare l’avvocato significa rendersi utile ai giudici per aiutarli a decidere secondo giustizia e utile al cliente per aiutarlo a far valere le proprie ragioni.

Nel caso della piccola Emily, con gioia e soddisfazione posso confermare che l’enunciato sull’avvocatura si è compiutamente e realmente verificato.
Dopo più di un anno di causa internazionale presso la Corte di Coventry (UK) tra memorie scritte, infinito numero di e-mail, valutazioni per l’affido, udienze ed interrogatori in video-conferenza, mi sono ritrovato la piccola Emily in studio – una sorpresa – giunta a Bisceglie il 21 marzo, dopo la sentenza di affido del giudice Evans Gordon.

Emily, nata a Londra, era stata sottratta alla sua giovane mamma ritenuta incapace dai servizi sociali, sanitari e giudiziari inglesi, di prendersi cura della bambina (vedi articolo del 20/05/2017 – BisceglieViva) già affidata ad una famiglia inglese che ne aveva richiesto l’adozione.

Quando Nazmi e Drita, coppia di albanesi residenti da oltre venti anni a Bisceglie, sono venuti da me in studio, la situazione era critica. Avevano chiesto l’affido della piccola Emily ma gli era stato negato perché ritenuti non in grado, secondo i valutatori sociali inglesi, di accudire la bambina.
E cosi è cominciata questa meravigliosa esperienza, umana e professionale, in cui convinzione, fiducia, ostinazione, cooperazione, dedizione e capacità hanno alla fine raggiunto lo scopo: riportare la piccola Emily in qualche modo a casa, nell’alveo della famiglia di appartenenza.

Non è stato facile, ma non sono mai stato solo!
In primis le difficoltà della lingua: inglese, albanese ed italiano. Ma è stata l’occasione di scoprire ancora una volta l’importanza di regole giudiziarie e di civiltà condivise a livello internazionale. Sperimentare quella parte della natura umana, senza distinzione di sesso, razza o religione che con visione laica e dialogante consente di superare le differenze e permette di far prevalere la caratteristica più essenziale: l’umanità.

Ricordo bene il giuramento di Drita sul Corano prima dell’audizione.
Ricordo lo sforzo degli interpreti, la collaborazione tra persone che non si conoscevano e le enormi difficoltà dovute a visioni ed organizzazioni così diverse. La discussione in streaming tra avvocati e la vera imparzialità del Giudice quando ha deciso di accogliere la mia istanza di valutazione da affidare ai servizi sociali di Bisceglie.
Affascinato dal metodo, dall’empirismo, dalla forma del sistema giudiziario anglosassone. Meno dall’ossessività rigida ed apparentemente empirica degli inglesi.
Sicuramente riconquistato invece dalla capacità giuridica tutta italiana – terra del diritto romano – di saper leggere con attenzione umana e alta sensibilità le fattispecie concrete nel contesto di attribuzione.
Ed infatti per riconoscere i meriti a chi li merita voglio nuovamente affermare che la professionalità e la cooperazione in questo caso hanno felicemente consentito l’esito del confronto internazionale.

Comincio con il ringraziare il vero perno di questa vicenda: Bianca Tino. Non solo eccezionale interprete ma autentica risorsa di grande valore umano. Dall’inizio sino alla fine infaticabile, paziente, presente e preparatissima. Ha anche seguito la mia assistita più volte a Londra. Ponte saldo per costruire, grazie ad una impeccabile professionalità, il clima di dialogo e collaborazione.
Il team del consultorio familiare dei servizi sociali. La straordinaria, colta, esperta dott. Di Franco la psicologa che ha sottoscritto la valutazione, congiuntamente alla squisita dott. Immediato ed alla dott. Albrizio, che hanno superato tutte le difficoltà, comprese quelle delle lunghe audizioni ed hanno da sempre sostenuto il nucleo familiare di Nazim e Drita.
Infine, il dott. Mauro De Cillis, credo tra i pochi ad avere conoscenza della lingua inglese tra i nostri operatori comunali. Mauro è stato il costante punto di riferimento tra il nostro Comune e quello di Coventry. Ha sempre pazientemente interpretato ed agito in stretta collaborazione tra tutte le componenti chiamate ad agire per garantire il buon esito finale della causa.
Solo questo costante e tenace afflato di cooperazione ha reso possibile superare avversità, difficoltà ed incomprensioni. Ed infine, vedere il sorrido di Emily, di Drita misto a lacrime, di Nazmi, umile operaio dal cuore grande quanto il sole, e dei due figli, ora legatissimi alla bambina.
Un ultimo ringraziamento anche a Gennaro Sinisi, al dirigente Attolico ed al cancelliere Mimì Fata.
In fondo, mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo (H. Ford)

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