Lino Ricchiuti (P.P.I.) ” Contributi previdenziali autonomi non più sostenibili”

Il contributo minimale INPS – dichiara il biscegliese Lino Ricchiuti presidente nazionale del movimento politico Popolo Partite Iva – è frutto di una concezione vecchia, per cui un’attività commerciale o artigianale di certo porta a casa più di mille euro al mese, altrimenti non avrebbe senso, e non ci si fida di chi ne dichiara meno. Oggi in Italia chi vuole avviare una nuova attività come commerciante o artigiano sa che ogni anno, indipendentemente dal fatturato che farà, dovrà pagare oltre 3.600 € allo Stato. L’importo di tale contributo è calcolato su un’ipotesi di reddito minimo di 15.548 € che, secondo lo Stato, ogni attività commerciale o artigianale dovrebbe certamente portare a casa in un anno. Questo contributo obbligatorio ogni anno blocca migliaia di iniziative imprenditoriali sul nascere, in quanto chi vorrebbe tentare di avviare una nuova attività, non vuole correre il rischio di dover dare allo Stato un importo magari superiore a quello che riesce a guadagnare. E molte di queste porterebbero lavoro, esportazioni, entrate pubbliche , contemporaneamente ne fa cessare moltissime , non in grado di affrontare questo salasso. Non tiene conto di un mondo che è cambiato e in cui un’attività di impresa si trova oggi, in mezzo a tante altre cose, come l’ e-commerce e decine e decine di centri commerciali . Siamo convinti che l’abolizione del contributo minimale INPS possa liberare la voglia di fare impresa in Italia, possa aiutare la ripresa economica del nostro Paese e procurare maggiori entrate nelle casse dello Stato, a causa dell’aumento delle attività imprenditoriali e la non cessazione di molte di quelle presenti. Inoltre è una riforma a costo zero, in quanto ai minori contributi corrispondono minori futuri versamenti pensionistici , invitiamo tutti coloro che condividono questa nostra battaglia della ABOLIZIONE DEL CONTRIBUTO MINIMALE INPS , a diffondere questo comunicato, invitando i propri amici, colleghi e conoscenti a sostenerci per permettere anche a loro di conoscere la nostra iniziativa.Inoltre decine di migliaia di piccole attività hanno chiuso o stanno chiudendo perché non riescono a pagarsi i propri contributi Inps , troppo alti come quota. Questi colleghi , lavoreranno in nero ( dovranno pur vivere) e poi all’età pensionabile prenderanno l’assegno sociale – conclude Ricchiuti – basta questo per far capire la poca lungimiranza di chi legifera.”

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