NelModoGiusto: la guerra tra maggioranza e opposizione fa perdere l’amore per la città

In attesa di prossime (e quanto mai urgenti!)  “Linee guida per una SVOLTA verso un’Amministrazione efficiente per l’innovazione e il progresso della Città”, Bisceglie rischia di essere, come direbbe Robert De Niro se fossimo nel film “Gli intoccabili”, “tutta chiacchiere e distintivo”.
Sembra, infatti, che coloro che, in questo momento, amministrano si preoccupino più di mantenere la propria posizione di presunto vantaggio e di far selfie per autocelebrare fra loro il delegato potere sulla Città che di governarla con risultati concreti ed efficaci.
Sembra, d’altra parte, che coloro che hanno già amministrato per decenni dallo scranno più alto abbiano gioco facile nel criticare gli atti dell’Amministrazione e le azioni degli amministranti, perchè non sono chiamati, oggi, a prendere quelle decisioni che hanno effetti diretti sulla Città.
In quest’ultimo periodo, il confronto politico sta assumendo la sostanza di uno scontro tra fazioni e non si sta andando “tanto per il sottile”!
E’ possibile e democratico che su certi punti vi sia discordanza “ideologica” sulle linee da seguire e sulle priorità di azione. Ma in molte circostanze il conflitto sta assumendo le forme becere del pubblico ludibrio di aspetti personali.
Ed i personalismi,  in certi confronti, rendono inevitabile anche lo sgomitare, nelle maggioranze di governo, per avere quel minimo di visibilità rappresentativa, utile alla sopravvivenza politica tra tornate elettorali o in funzione delle successive.
Che a Bisceglie esistano problemi da risolvere come quelli del centro storico, dello sviluppo economico e turistico, dell’ambiente, della sicurezza e dell’inclusione sociale, della trasparenza amministrativa, lo sanno tutte le forze politiche.
Possono divergere le priorità, i livelli di “creatività”, ma tutti sanno (o si spera dovrebbero sapere!) quali siano le risposte necessarie e, soprattutto, quali ostacoli oggettivi vi si frappongano.
Eppure queste schermaglie faziose, meri tentativi di rafforzare l’identità dei partiti e degli schieramenti, inevitabilmente rallentano la risposta ai problemi.
E intanto i cittadini finiscono per non capire. Molti fanno spallucce allontanandosi sempre più da un’idea virtuosa della politica; altri finiscono distrattamente con assegnare un banale like a chi mostra fiero fotocopie o documenti; altri ancora rafforzano la spaccatura in due della realtà tra buoni e cattivi, affermando la loro adesione alla fazione di appartenenza, guelfi o ghibellini.
Così si comprende come, oggigiorno, calino l’entusiasmo e la fiducia, come subentri un populismo rinunciatario e manicheo, come le persone disertino sempre più spesso le urne, prendendo a schiaffi il più sacrosanto dei diritti della democrazia, il voto elettorale, sempre più disincantati dai ritualismi e dai veti incrociati di un agone politico minimalista e autoreferenziale.
Ci rattrista e preoccupa quello che sta accadendo.
Non allarma tanto la scarsa tempestività delle risposte, perché l’attività amministrativa di una nuova giunta parte talvolta inevitabilmente lenta a causa della messa in moto delle prassi e delle procedure o perché i vincoli di bilancio, l’emergere di imprevisti, l’assestamento delle deleghe possono incidere sui tempi e sui ritmi operativi. Non preoccupa neppure l’atteggiamento irruente e impetuoso dell’opposizione, che anzi deve svolgere il suo ruolo di critica, di alternativa propositiva, di severo controllo dell’attività di governo sul piano formale e, soprattutto, sostanziale.
Quello che angoscia sono piuttosto l’incomunicabilità manifesta tra maggioranza e opposizione e il tenore del conseguente scontro, spesso giocato semplicemente sugli insulti, le ripicche e le risposte per le rime, quasi fosse un gioco delle parti recitato più a beneficio di una platea di spettatori elettori che a favore di una comunità di cittadini.
Ed i cittadini possono pur divertirsi ad assistere alla singolar tenzone, alla lotta senza esclusione di colpi tra avversari; lo fanno dai tempi del Colosseo e lo fanno ogni domenica negli stadi o attaccati alla tv, che si tratti di un talk show o di un incontro sportivo. Oltretutto, serve loro per rafforzare il proprio senso di appartenenza, stando dalla parte di qualcuno.
Poi però si guardano intorno, nel loro vivere quotidiano, e vogliono risposte, soluzioni, semmai proposte alternative reali, non solo accuse e risposte colorite, colpi di teatro o puntini sulle i.
A questo infruttuoso e personalistico “volare di stracci” è triste assistere.  Ma che politica è questa?
Per tutto il gruppo di Nelmodogiusto, valorizzare le bellezze naturali della Città o il centro storico, creare occasioni di sviluppo culturale, chiudere le buche delle strade, dare attenzione alle categorie sociali a rischio, mettere in sicurezza gli spazi urbani non è né di destra, né di sinistra, né di su né di giù, ma significa semplicemente voler prendersi veramente cura della città.
Per questo, forte di una ormai consolidata e decennale conoscenza dei problemi della Città, NMG, invece, continuerà caparbiamente a presentare proposte di carattere generale, suggerimenti “di metodo”, soluzioni di tipo operativo, già ben descritte durante le campagne elettorali e coerentemente proposte nei “70 emendamenti” che invece l’Amministrazione ha rigettato, poco tempo fa, chiudendosi al confronto, da noi offerto, per il bene della città.

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