L’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme in pellegrinaggio alle “pietre vive”

La Terra Santa non è una meta come tutte le altre. Culla di civiltà millenarie, è una terra resa santa dalla vita di Gesù ma anche dalla nascita e dallo sviluppo delle prime comunità cristiane.

Domine ivimus, Signore siamo arrivati. Questo breve testo latino, sormontato dal disegno di una barca, graffito sull’intonaco di un muro facente parte del complesso basilicale del Santo Sepolcro in Gerusalemme, è stato datato intorno al 300 d.C. ed è ritenuto la più antica testimonianza archeologica del pellegrinaggio cristiano gerosolimitano.

In realtà il fenomeno del pellegrinaggio, sia pure in proporzioni limitate, aveva portato pellegrini cristiani sui luoghi dove era vissuto Cristo fin da parecchi anni prima. Fu dopo l’editto di Costantino del 313 d.C. che il fenomeno del pellegrinaggio cristiano a Gerusalemme diventò consistente. Durante le Crociate, nel 1217, fu istituita dai Padri Francescani, ancora vivo il loro fondatore San Francesco, la Custodia della Terra Santa, che divenne una delle province dell’ordine e rappresentò, col passare del tempo in modo sempre più ufficiale, la Chiesa Cattolica in quei territori.

La presenza dei Francescani a Gerusalemme dura ancora oggi e in tutti questi secoli i pellegrini hanno trovato nei frati minori un punto di riferimento importantissimo come base logistica e spirituale durante la loro permanenza in Terra Santa. Fu proprio grazie alla presenza della Custodia Francescana che furono realizzati pellegrinaggi nazionali italiani, il primo dei quali avvenne nel 1870. Respirare la stessa aria che Gesù avrebbe respirato se fosse qui oggi.

Questo lo spirito con il quale la Delegazione di Trani-Bisceglie-Corato dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, fa venerdì 27 settembre al 5 ottobre 2019 effettuerà un pellegrinaggio in Terra Santa. Guidati dal Delegato Gr. Uff. Dott. Pasquale Stipo, dal Cerimoniere di Delegazione Cav. Rag. Nicola Dell’Orco, i Cavalieri e le Dame avranno il modo di pregare sui Luoghi Santi, in un pellegrinaggio che li porterà da Nazareth a Betlemme a Gerusalemme, ma soprattutto di essere ricevuti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e dalla Custodia Francescana dei Luoghi Sacri e constatare la grandiosità dei numerosi progetti benefici che l’ordine ha in Terra Santa.

Il pellegrinaggio, per i Cavalieri e Dame dell’O.E.S.S.G. è un po’ speciale perché per i membri di tale antico e prestigioso Ordine Cavalleresco immergersi in una visita colma di spiritualità vuol dire prendere anche coscienza e conoscenza dei luoghi che l’Ordine contribuisce a finanziare e a mantenere vive. I Cavalieri e Dame, dopo aver visto i luoghi a Nazareth, Betlemme, a Gerusalemme prenderanno parte ad una Santa Messa celebrata nel Santo Sepolcro. L’ordine del Santo Sepolcro, grazie agli oltre 30000 tra dame e cavalieri sparsi in circa 40 paesi del mondo e divisi in 60 tra Luogotenente e Delegazioni Magistrali, è dal XIV secolo “al servizio delle pietre vive in Terra Santa”.

L’impegno spirituale dei membri è accompagnato da un’importante chiamata al sostegno finanziario in favore della Chiesa in Terra Santa, in particolare – ma non solo – del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Attraverso aiuti economici e altri tipi di sostegno, l’ordine promuove diversi progetti in Terra Santa ma anche in altre parti del mondo, mettendo sempre al centro la vita spirituale e la vicinanza ai luoghi di Cristo.

È opportuno riportare qualche cenno storico di questo prestigioso Ordine.

Le origini storiche dell’Ordine rimangono ancora oscure, anche se una tradizione senza basi documentarie le fa risalire alla prima crociata. In realtà, i primi documenti che attestano un’investitura di Cavalieri denominati “del Santo Sepolcro” sono del 1336.  Da quando l’esistenza dell’Ordine è così testimoniata, vale a dire dal XIV secolo, i papi hanno progressivamente e regolarmente manifestato la loro volontà di annettere giuridicamente la sua organizzazione alla Santa Sede.

L’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ha sempre beneficiato, infatti, della protezione dei sommi pontefici che, nel corso dei secoli, l’hanno riorganizzato, amplificando ed arricchendo i suoi privilegi. Clemente VI affidò ai religiosi francescani la cura di servire il Santo Sepolcro nel 1342, ma quella era ancora l’epoca in cui solo i Cavalieri potevano conferire l’Investitura ad altri membri dell’Ordine. Alessandro VI si dichiarò moderatore supremo dell’Ordine nel 1496, e delegò ai francescani il potere di conferire il cavalierato ai nobili e gentiluomini in pellegrinaggio in Terra Santa (potere di  investitura).

La conferma verbale o con bolla di questo privilegio francescano fu rinnovata da Leone X nel 1516, da Benedetto XIV nel 1746, fino alla ricostituzione del Patriarcato Latino di Gerusalemme da parte di Pio IX nel 1847.

La delega pontificia fu allora trasferita al Patriarca poi, nel 1868, Pio IX fece conoscere diffusamente la ricostituzione dell’Ordine con lettere apostoliche. Il cavalierato si aprì con la nomina delle Dame del Santo Sepolcro grazie a Leone XIII, nel 1888. Pio X inoltre decise nel 1907 che il titolo di Gran Maestro dell’Ordine sarebbe appartenuto al Papa stesso.

Nel 1932 Pio XI approvò i nuovi statuti e permise a Cavalieri e Dame di ricevere l’Investitura nei loro luoghi di appartenenza, dunque non più solamente a Gerusalemme. Pio XII nominò nel 1940 un cardinale come Protettore dell’Ordine, centralizzando l’organizzazione a Roma, nell’ambito del Gran Magistero,  trasferendo il titolo di Gran Maestro al cardinale Canali. Giovanni XXIII approvò i nuovi statuti presentati dal cardinale Tisserant nel 1962.

Con il rinnovamento conciliare furono pubblicati nuovi statuti da Paolo VI nel 1977. In seguito Giovanni Paolo II concesse all’Ordine la personalità giuridica vaticana.

Gode di personalità giuridica canonica e civile. Ma al di là dei riferimenti storici e delle vicissitudini che ne hanno contraddistinto la vita, ciò che oggi ha valore ed interesse, è il ruolo affidato all’Ordine e che esso svolge tramite la sua struttura operativa nell’ambito della Chiesa Cattolica e delle Comunità ove è presente.

Oggi l’Ordine cerca di favorire maggiormente l’impegno dei suoi membri nelle Chiese locali  auspicando la loro santificazione. E’ questa la ragione essenziale e profonda che ha motivato il riesame degli statuti all’epoca della « Consulta » del 2013.

 

MAURIZIO RANA

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