Tassa sui rifiuti e bilancio, ecco il ricorso al Tar di Spina. La giunta Angarano nomina un avvocato

C’è l’aumento della tassa sui rifiuti? È dovuta forse a servizi aggiuntivi richiesti al gestore del servizio di igiene urbana? È dunque un bilancio legittimo quello su cui c’è stato il cosiddetto assestamento votato la scorsa estate dal Consiglio comunale? Continua a leggere

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M5S Bisceglie “traduce” la T.A.R.I. – T.ra A.mministratori R.imasti I.ndifferenti?

Impazza, giustamente, negli ultimi mesi, il dibattito riguardante il metodo di raccolta – trattamento dei rifiuti solidi urbani e l’aumento della TARI che i cittadini biscegliesi devono pagare per il 2017.
Eppure, se si leggono i vari comunicati, una delle voci più associate alla TARI, che questa Amministrazione ha usato, è la parola “riduzione”; ma allora come si spiega questo paradosso tra le riduzioni della TARI e gli aumenti delle “TARIffe”??!!

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TARI: LA PROTESTA CORRE SU FACEBOOK

Da questa mattina sui profili Facebook di moltissimi utenti è comparsa questa foto che sintetizza il malcontento e gli stati d’animo dei biscegliesi alle prese con i rincari della Tari e con la raccolta differenziata che non sembra essere decollata nel migliore dei modi.
«La Tari è scandalosa», recita la foto. «Bisceglie è sporchissima. La differenziata con i mastelli è scomoda, costosa e male organizzata. Per fortuna -conclude il testo della nota condivisa – il 2018 sta arrivando», probabilmente riferendosi ad ipotetici nuovi Amministratori Comunali che provvederanno a ridurre la tassa sull’immondizia.

NAGLIERI (PD) SULLA TARI DI BISCEGLIE

La TA.RI. si compone di una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio e da una parte variabile, commisurata alle quantità presunta di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.
PARTE FISSA – Occupazione
Serve a coprire i costi del servizio che non dipendono dalla quantità di rifiuti prodotti, e che non sono divisibili
Costo spazzamento e lavaggio
Costo accertamento e riscossione
Costo generale di gestione
Costi comuni diversi
Costo d’uso del capitale
Altri costi
PARTE VARIABILE – Produzione di rifiuti
Serve a coprire i costi di gestione del servizio che dipendono dalla quantità di rifiuti conferiti
Costo raccolta e trasporto
Costo trattamento e smaltimento
Costo raccolta differenziata
Costo trattamento e riciclo
La tariffa è articolata nelle fasce di utenza domestica (abitazioni) e non domestica (negozi, pubblici esercizi, attività artigianali e industriali, uffici ecc.) ed è applicata nei confronti di chiunque possegga o detenga locali o aree scoperte ad uso privato o pubblico produttivi di rifiuti solidi urbani e/o ad essi assimilati.
Per i nuclei familiari, oltre alla metratura dell’abitazione, viene considerato il numero di componenti della famiglia. Per i negozi e le attività economiche o produttive il secondo parametro, oltre a quello della superficie, sarà invece la categoria merceologica, a cui sono collegati differenti coefficienti di potenziale produttività di rifiuti, individuati in base alla tipologia di attività svolta.
Come si calcola?
Utenze Domestiche
Imponibile = Quota fissa (m² dell’abitazione * tariffa fissa del nucleo) + Quota variabile 1 (tariffa variabile del nucleo) + Quota variabile 2 (quantità rifiuto indifferenziato e servizi a domicilio eccedenti) + IVA al 10% applicata sull’imponibile
+ Addizionale provinciale al 5% applicata sull’imponibile
= Totale Tariffa

Utenze NON Domestiche
Imponibile = Quota fissa (m² dell’attività * tariffa fissa della categoria) + Quota variabile 1 (m² dell’attività * tariffa variabile della categoria) + Quota variabile 2 (quantità rifiuto indifferenziato e servizi a domicilio eccedenti) + IVA al 10% applicata sull’imponibile + Addizionale provinciale al 5% applicata sull’imponibile
= Totale Tariffa
Utenze domestiche e utenze non domestiche
Per “utenze domestiche” si intende gli immobili ad uso abitativo, sia che si tratti di case occupate in modo permanente, di seconde case, o di abitazioni tenute a disposizione.
La Tariffa si paga per:
Abitazioni: vani principali e accessori (corridoi, ingressi interni, anticamere, ripostigli, bagni, scale), locali di servizio (cantine, autorimesse, lavanderie, serre pavimentate, disimpegni, ecc.)
Aree coperte con strutture rimovibili (tipo gazebo, stand, ecc.)
Aree coperte, anche se aperte su più lati (porticati, chiostri, tettoie, posti auto, ecc.)
Balconi, terrazze e verande se chiusi completamente da strutture fisse
Locali di uso comune nei condomini che vengono utilizzate in via esclusiva dal nucleo familiare (utilizzo debitamente comprovato).
Non si paga per :
Aree esterne di qualsiasi tipo: giardini, orti, cortili privati, parcheggi, ecc.
Scale esterne
Balconi aperti
Locali (o parte di essi) con altezza uguale o inferiore a 1,6 m.
Locali in cui siano state disattivate tutte le utenze (acqua, luce e gas), o privi di mobili: è necessario che la disattivazione delle utenze sia dimostrata o verificata l’assenza di mobili.
Locali in ristrutturazione.
Locali ad uso tecnico (cabine elettriche, vani ascensori, ecc)
Locali dichiarati inagibili o inabitabili.
Per “utenze non domestiche” si intende attività commerciali, industriali, artigianali, professionali e attività produttive in genere.
La Tariffa si paga per:
Locali esistenti in qualsiasi costruzione stabilmente infissa al suolo o nel suolo, chiusi o chiudibili da ogni lato.
Aree coperte con strutture removibili (tipo gazebo, stand, ecc.)
Aree coperte, anche se aperte su almeno un lato (porticati, chiostri, posti auto, ecc.)
Balconi, terrazze e verande se chiusi completamente
Tettoie di protezione per merci o materie prime
Aree scoperte operative (es. aree di carico e scarico, depositi di materiali destinati al commercio, campeggi, parcheggi, dancing, cinema, benzinai, impianti sportivi con esclusione delle zone destinate agli sport).
Aree comuni dei Centri Commerciali.
Non si paga per:
Locali in cui siano state disattivate tutte le utenze (acqua, luce e gas), o privi di attrezzature e macchinari
Giardini, parchi, orti e cortili privati.
Locali o parte di essi con altezza uguale od inferiore a 1,6 mt.
Locali in ristrutturazione
Locali dichiarati inagibili, inabitabili.
Locali dove si producono esclusivamente rifiuti speciali non assimilati
Locali adibiti a sale operatorie, di medicazione, di radiologia e radioterapia, di degenza per malattie infettive, ecc.
Locali con attrezzature particolari: celle frigorifere, essiccatoi, cabine elettriche, ascensori, stalle per bestiame, ricovero esclusivo di attrezzi agricoli, fienili.
Locali destinati al culto, solo per la parte dove si svolgono le funzioni religiose.
Aree impraticabili, abbandonate, utilizzate come deposito di materiale in disuso.
Aree di solo transito e manovra.
Aree destinate esclusivamente allo svolgimento di attività sportive.
Aree destinate all’attività agricola (serre, allevamenti, ecc…)

SINDACO SPINA: 12 VERITA’ DIMENTICATE SULLA TARI

Basta bugie. Basta attacchi preconcetti o strumentali che rischiano di compromettere il lavoro serio, puntiglioso e lungimirante di chi punta a ridurre al minimo possibile l’incidenza di una tassa, la Tari, che pesa sui bilanci familiari per effetto di decisioni che nulla hanno a che fare con l’amministrazione comunale.
Allora, è necessario avviare una operazione-verità per smentire i millantatori che in queste settimane, come avvoltoi, cercano di approfittare delle difficoltà economiche dei cittadini per il proprio tornaconto politico.
Una operazione verità che smonta punto per punto le illazioni, le inesattezze, le menzogne create ad arte per screditare chi, invece, dati alla mano lavora giorno per giorno per far crescere questa comunità. Amministratori che non hanno avuto paura di mettere in mora, prima, contestare poi ed infine annullare un contratto con il gestore del servizio di igiene che non riusciva a garantire gli standard qualitativi richiesti da una città importante come Bisceglie.
Ecco, allora, tutto quello che c’è da sapere sulla Tari, sulla sua origine, sulla sua applicazione, sulle ricadute sui cittadini e sull’enorme sforzo economico fatto da questa amministrazione per reperire all’interno del bilancio comunale, sano come pochi in Italia, le risorse per annullare gli incrementi del costo del servizio soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Da queste brevi note si potrà avere ben chiaro che a Bisceglie nessuno viene lasciato indietro e da solo. La solidarietà per noi non è un principio: è uno stile di amministrazione.
La verità sulla Tari.

1. La TARI che viene pagata è la somma a aritmetica dei costi per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalla comunità. I soldi della TARI non possono essere utilizzati o destinanti ad altre finalità .
2. La TARI è stata mantenuta invariata dal sottoscritto e dalla sua amministrazione dal 2006 al 2014. Con la legge finanziaria del 2014 il governo nazionale, sostenuto da quasi tutte le forze politiche del Paese(Forza Italia, PD, UDC ecc.) i comuni hanno dovuto obbligatoriamente coprire l’intero costo del servizi, mentre fino al 2013 la mia amministrazione prevedeva la copertura del 70 % del costo complessivo; in pratica la finanziaria del governo Letta 2014 sostenuto da Forza Italia, PD, UDC ecc ecc. ha costretto tutti i comuni italiani tra cui il nostro, ad aumentare del 30 % la tassa che nei primi otto anni di amministrazione era rimasta invariata.
3. L’unica autonomia che ha un sindaco con la sua maggioranza è quella di scegliere se far pagare meno le famiglie o le imprese, le famiglie più numerose o i single, le famiglie più indigenti o quelle più ricche. Con il sistema delle detrazioni abbiamo cercato di favorire, con sgravi specifici le famiglie con redditi più bassi con detrazioni dal 30 al 70 % per i redditi ISEE più bassi e i contribuenti più disciplinati nella raccolta differenziata e nel rispetto dell’interesse pubblico (paga di meno chi adotta un cane, chi installa un sistema di videosorveglianza, chi realizza gli edifici con sistemi di rispetto ambientale e di risparmio energetici, chi promuove attivamente la differenziata ecc. ecc.).
4. Il sistema di raccolta “ porta a porta” è obbligatorio ed è vietato l’utilizzo di bidoni stradali e la realizzazione di inceneritori che gli avversari della differenziata vorrebbero realizzare per chiudere il ciclo dei rifiuti.
5. Il sintema di raccolta differenziata “porta a porta” determina in caso di superamento della soglia del 65% (come ha fatto Bisceglie nel mese di maggio del corrente anno) il dimezzamento progressivo della tariffa in ragione dei minori costi di biostabilizzazione, trasporto e conferimento in discarica dell’indifferenziato e di risparmio sull’ecotassa regionale.
6. E’ evidente che gli effetti positivi dal punto di vista economico del nuovo sintema “porta a porta” si manifestano nell’anno di esercizio successivo a quello di avvio della nuova raccolta “porta a porta”: a Bisceglie se saremo bravi a mantenere il livello di maggio, il 66%, nel 2018 tutti noi pagheremo molto meno.
7. Chi getta l’immondizia per strada o non paga la TARI determina indirettamente l’aumento della TARI stessa per i cittadini più diligenti. Per questo motivo la mia Amministrazione ha introdotto sanzioni elevatissime, fototrappole in tutti i punti critici della città e ha messo a punto un progetto specifico per “catturare” tutti gli evasori. Nel 2016 sono stati scovati circa mille evasori totali che saranno sanzionati. Continueremo su questo percorso anche nei prossimi mesi.
8. Tutte le forze politiche della città, al netto di forme di ipocrisia demagogica, hanno condiviso l’attuale sistema tendente alla tariffazione puntuale che sarà attuato non appena sarà messo a regime l’attuale sistema.
9. Stiamo studiando agevolazioni per introdurre maggiormente l’utilizzo di cassonetti condominiali da custodire rigorosamente all’interno dei condomini perché non possono rimanere per strada e sostegni operativi per anziani e disabili che non possono scendere sistematicamente per ritirare i mastelli.
10. Il Comune di Bisceglie è ormai uno dei comuni con la percentuale di raccolta differenziata più alta (66%) e con la pressione individuale in materia di TARI più bassa in Puglia.
11. Il Comune di Bisceglie è uno dei pochi comuni italiani che premia i cittadini che fanno la raccolta differenziata in modo attivo con somme di denaro con la green card. Nei prossimi giorni, dopo aver ricostruito il data base a causa del recente cambio del gestore del servizio, verranno pagate le somme residue del bonus green card 2015/2016 (circa 200 mila euro complessivi) previo accertamento dei requisiti previsti dal regolamento (chi non è in regola con i pagamenti non può ricevere un premio).
12. I questi giorni in cui qualcuno si lamenta per l’aumento medio dell’8% della TARI a Bisceglie, nessuno ricorda che questo aumento è stato determinato dalal scelta originaria del governo nazionale con la finanziaria del 2014. Inoltre nessuno ricorda che circa 1,5 milioni di euro per finanziare le agevolazioni rendono, di fatto, la pressione tributaria pro-capite in materia di TARI tra le più basse in Puglia. Infine chi porta all’isola ecologica la differenziata la green card può giungere a compensare integralmente la TARI dovuta elo sanno bene alcuni politici locali che pubblicamente sciacallano e protestano e in privato incassano senza avvisare gli altri concittadini di tale opportunità ingenti somme con la green card creata dall’Amministrazione Spina, che continuerà anche nei prossimi anni. una certezza per tutti la legge nazionale del 2014 (Forza Italia, PD, UDC ecc.) ha voluto responsabilizzare i cittadini se tutti saremo più onesti intellettualmente (politici compresi), (con le fototrappole prenderemo gli incivili) già nel 2018 troveremo cartelle TARI molto più leggere e il ricordo dei cassonetti maleodoranti rotti e sporchi e dei tentativi di realizzare “pericolosi” inceneritori a Bisceglie rimarranno soltanto un vecchio sogno di politici disonesti e di affaristi disposti a tutto.