Non c’è alga tossica a Bisceglie, lo dicono le analisi dell’Arpa

Nessun pericolo di alga tossica a Bisceglie. È la conclusione a cui si giunge leggendo le analisi dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpa) che monitorano la presenza della Ostreopsis ovata nel mare antistante la costa pugliese.

Il punto di prelievo che riguarda Bisceglie è denominato “500 metri sud fogna cittadina” e dovrebbe coincidere con le acque in cui vige il divieto di balneazione. Le analisi che avvengono nei mesi estivi ogni quindici giorni, hanno registrato sempre il dato “0”, anche nell’ultima quindicina di luglio. Lontani dunque i tempi in cui già dalla seconda metà di luglio e in crescendo nel mese di agosto, si registrava l’aumento di malanni tra i bagnanti dovuti all’alga. La situazione rimane comunque sotto controllo perché l’esperienza del passato suggerisce che la Ostreopsis potrebbe fiorire a causa di forti precipitazioni.

La Ostropsis ovata è un’alga unicellulare del gruppo delle Dinoflagellate di dimensioni comprese tra 30 e 60 micron (1 micron = millesimo di millimetro), vive solitamente su alghe pluricellulari (macroalghe) e su fondali rocciosi. Predilige acque calme, calde e bene illuminate. Si tratta inoltre di una specie tipica dei mari tropicali e produce tossine.

Sulle coste pugliesi è arrivata probabilmente introdotta accidentalmente in Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. Le prime segnalazioni lungo le coste pugliesi si registrano a partire dall’anno 2001. La popolazione si sviluppa abbondantemente durante i mesi estivi e i fattori ambientali che facilitano la proliferazione sono  alte temperature, alta pressione atmosferica, condizioni di irraggiamento favorevoli, mare calmo per un periodo di tempo superiore a 10-15 giorni.

Nella specie è stata individuata una tossina (Palitossina simile). Si sono verificate morie o sofferenze di organismi marini (stelle di mare, ricci, granchi, molluschi cefalopodi, ecc.) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali.

Per i bagnanti si sono riscontrati casi di malessere transitorio (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti, febbre, dermatiti, congiuntiviti) in concomitanza di elevate concentrazioni di Ostreopsis nelle acque e sui fondali, e soprattutto dopo mareggiate. Le mareggiate infatti favoriscono la formazione di aerosol marino, che  può diffondere la tossina nell’aria.

 

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