Bisceglie nel Parco dell’Alta Murgia, LegAmbiente: alcune precisazioni sulla petizione di De Toma

Leggiamo con vivo interesse della petizione avviata dal Sig. Alberto De Toma (LEGGI QUI L’ARTICOLO), consigliere regionale dei giovani, sulla inclusione nel Parco dell’Alta Murgia del Comune di Bisceglie.

La disamina che giustificherebbe geomorfologicamente una sorta di continuità e di collegamento al Parco, non fa una grinza così come la realizzazione dell’Area Marina Protetta sarebbe gran cosa e non farebbe che dare maggior importanza a un’area già prestigiosa e tutelata tutelata quale la Murgia.

Non vogliamo rubare la scena a De Toma ma corre fare alcune precisazioni che probabilmente sfuggono al suo studio approfondito e preciso.

Innanzitutto, del Posidonieto  S. Vito a detta dell’ISPRA, intervenuta all’epoca dell’accertamento per la realizzazione dell’AMP resta ben poco o nulla purtroppo: anni di sversamenti inquinanti e di pesca senza regole e rispetto, hanno estinto la preziosa alga. La sua esistenza è requisito fondamentale per la realizzazione della zona protetta e la realizzazione della famosa condotta a mare per lo sversamento delle acque depurate lontano dalla costa, requisito fondamentale  richiesto dallo stesso Istituto, sembra lontanissima dalla realizzazione nonostante ci risulta insista già un progetto finanziato e in attesa (lunghissima) di realizzazione insieme all’utilizzo delle acque reflue in agricoltura.

Altra precisazione che anch’essa sfugge a De Toma riguarda proprio l’idea dell’integrazione nel Parco, cosa che da anni Legambiente Bisceglie persegue tra mille difficoltà e ostacoli: è un percorso difficile, tortuoso che deve vedere innanzitutto la volontà dei sindaci che insistono nel Parco, ancor prima della città che vorrebbe entrarci. Facilmente si possono intuire  reticenze e perplessità che, per ragioni di spazio, non sto qui a illustrare.

Siamo qui a lavorare non solo per questo, sperando che, con la nomina ministeriale alla presidenza del Parco dell’Alta Murgia di Francesco Tarantini, presidente regionale Puglia di Legambiente ,le cose possano subire accelerazione.

Così come da oramai vent’anni che con mille difficoltà e ostacoli cerchiamo di tutelare quel grande patrimonio che è il Pantano-Ripalta (chi scrive è tra i fondatori del famoso comitato per la salvaguardia di quella zona); Legambiente Regionale ha molto lavorato affinché venisse tutelata quella zona e si accendessero spesso i riflettori sul tentativo ahimè a volte vano di depredare o sfruttare con lottizzazioni quell’area e non solo quella.

Noi abbiamo un’altra visione e ci fa piacere avere al fianco altre persone sensibili e attente ai problemi ambientali.

Salutiamo con piacere la sua iniziativa che forse andrebbe preceduta proprio dalle associazioni, ancor prima che dalla politica, da un incontro proprio con i vertici del Parco, per saggiarne la disponibilità, ancor prima di interessare (e responsabilizzare) l’amministrazione comunale che ,a onor del vero,  poco potrebbe ance con una raccolta di firme numerosissima.

Registriamo comunque la sua attenzione ai problemi di quella zona e, a tal proposito, le chiediamo: qual è la sua posizione rispetto alla lottizzazione della maglia 165 che insiste immediatamente a ridosso di quell’area?

Non sarebbe opportuno, importante e necessario, raccogliere con la stessa iniziativa, anche le firme per sensibilizzare e condizionare l’amministrazione comunale su questo autentico scempio?

Sono certo che, se portassimo avanti insieme queste raccolte, riusciremmo a riaccendere quei famosi riflettori che a volte, vanno puntati nelle giuste direzioni.

Buon lavoro.

Alessandro Michele Di Gregorio

Presidente Legambiente Bisceglie

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